Galleggia un profumo di riconciliazione

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Per lei

Per lui

 

La situazione che stiamo vivendo a livello mondiale è difficilissima. Immagino che, oltre alle difficoltà oggettive riscontrate a causa di questo periodo terribile, in 366 giorni (o giù di lì) potresti aver incontrato anche difficoltà relazionali in famiglia, al lavoro, in chiesa o altrove… I conflitti sono inevitabili, fanno parte della vita e delle relazioni. Tuttavia, sta a te scegliere se vuoi avere o meno del risentimento nei confronti di un’altra persona… 

La Bibbia c’invita a essere in pace con tutti gli uomini. Romani 12:18 dichiara: “Se è possibile, per quanto dipende da voi, siate in pace con tutti gli uomini”. 

Dice anche: “Se ti arrabbi, non peccare” e “Non lasciate che il sole tramonti sulla vostra rabbia e non lasciate spazio al diavolo”. (Efesini 4:26-27) 

Ti esorto a non permettere che l’anno finisca con la rabbia nel tuo cuore. Che in questi ultimi giorni, tu possa perdonare. Lascia andare la rabbia e perdona. Sì, lascia andare il risentimento e perdona. 

Che, nonostante tutto, quest’anno non finisca su una nota amara, ma con un profumo di perdono e di riconciliazione che rallegrerà il tuo cuore e quello del Padre celeste. Sii incoraggiato sapendo che quando perdoni fai la Sua volontà. 

Vuoi pregare con me adesso? “Signore, tu vedi il mio cuore e conosci la situazione che sto attraversando. Tu vedi che da solo è difficile per me perdonare veramente e profondamente. Eppure desidero fare la tua volontà e compiacerti. Ti prego, aiutami a lasciar andare la mia rabbia e il mio risentimento e a perdonare mia sorella, mio fratello, il mio collega… Per favore, aiutami a finire bene quest’anno. Che il mio cuore sia liberato dal peso della rabbia nel nome di Gesù! Amen”. 

Grazie di esistere 

Eric Célérier 

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1 Comments

  1. Antonino on 27/12/2020 at 17:05

    Ne ho sentite tante su questo soggetto e anch’io ero all’inizio un “buonista”, “perdonista”, ma poi quando è accaduto a me, ho compreso che il Signore diceva altro nella Sua Parola.
    Una domanda, giusto per non dare un insegnamento buonista (come fa la religione tradizionale) e non biblico riguardo al soggetto del perdono, che alla fine crea più frustrazione in chi ha ricevuto un male, che altro…
    Se noi non ci pentiamo per i nostri peccati davanti a Dio e Gli chiediamo perdono, Egli ci perdona ugualmente?!? Voi cosa ne pensate?!?
    Sta scritto a proposito di Davide, nel Salmo 32:5 “Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato”
    Inoltre sta anche scritto nella Prima Lettera di Giovanni 1:9: “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”. Notare il “SE” che indica uno step necessario prima che si realizzi la seconda condizione!
    Ora, mi rivolgo ai buonisti. Dato che in merito ai rapporti col Nostro Padre funziona così, PERCHE’ MAI non dovrebbe funzionare anche così fra noi fratelli? Vi sembra giusto dal punto di vista biblico questa impostazione di due pesi e due misure?!? LEGGETE bene Matteo 18:15-17. Il Signore sta dicendo ciò che volete far passare voi?!? Perché alla fine il Signore Gesù non dice: “Lascia andare la rabbia e perdona. Sì, lascia andare il risentimento e perdona”?!? Forne noi siamo più misericordiosi di Lui?!? (considerazione a parte, la “rabbia” è una malattia dei cani, e noi non possiamo essere “arrabbiati”, se non quando ci morde un cane con la rabbia, semmai si può parlare di ira fra esseri umani!).
    Il Signore Gesù, nel caso che la parte che ha fatto del male si indurisse a NON VOLERE PENTIRSI del suo peccato, contempla l’ipotesi finale di rottura dei rapporti e della comunione. Chiaramente speriamo TUTTI di non dovere mai arrivare a questa risoluzione estrema. Del resto, come potrebbe la chiesa “disciplinare” al fine di correggere, se dovesse essere vero il concetto buonista del perdono accordato anche se la parte che ha peccato non si ravvede e chiede perdono? A chi si perdona, SE la parte che ha fatto del male non si pente, all’aria?!?
    Al di la di ogni ragionamento umano, buonista, perdonista oppure no, la verità la troviamo nelle parole che il Divin Maestro rivolse con enfasi ai discepoli, le leggiamo in Luca 17:3-4 “State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: “Mi pento”, perdonalo»”. Notare l’enfasi: “State attenti a voi stessi”! Notare anche i vari “SE” delle parole del Signore…
    Infatti, è per questo che Paolo in Romani 12:18 premette la frase: “SE E’ POSSIBILE… PER QUANTO DIPENDE DA VOI…”. Ciò significa che PUO’ essere possibile come NON PUO’ essere possibile e che PUO’ NON dipendere da me! Tuttavia, al verso successivo (non citato qui), egli chiarisce: “Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore”, riferendosi PROPRIO ai casi in cui le precedenti condizioni non possono essere soddisfatte! Infine, lo stesso Paolo, parlando di Alessandro il ramaio dice: “Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere” (2 Timoteo 4:14), e per l’Apostolo che in 1 Corinzi 13 parla dell’Amore, vuol dire che questa condizione può verificarsi. Queste ultime parole sono perfettamente in linea con le Parole pronunciate dal Signore Gesù, sopracitate.
    Se mio fratello o sorella mi ha fatto molti mali, MA non si ravvede del male o dei mali che ha fatto chiedendo perdono, la comunione è interrotta da lei/lui, non posso fare il passo che lei/lui deve fare davanti a Dio e a me, e non mi sento più giusto di Dio da perdonarlo/a, semmai, ed è qui che bisogna chiedere aiuto al Signore, devo rinunciare al mio diritto di rivalsa, di “vendetta”, alla mia “ira” e lasciare il giudizio nelle mani del Giusto Giudice (Romani 12:19).
    Che il Signore ci guidi!

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